UN PROGETTO PER PENSARE LA FORMAZIONE

2. Un’idea di formazione

L’importanza di farsi domande

Che cosa intendere per formazione? È l’azione dell’educatore che influisce sui pensieri, sulle scelte, sui valori di riferimento delle persone che gli sono affidate? È passaggio di contenuti da un maestro che conosce la dottrina ad un discepolo che la deve imparare? È metodo e tecnica comunicativa? È lo sviluppo ordinato di una serie di contenuti da trasmettere? È seguire passo passo un sussidio?… Ciascuna di queste idee contiene qualcosa di vero, ma nessuna di esse corrisponde esattamente all’idea di formazione che ci sembra la più forte per un percorso di vita cristiana rispettoso delle persone e adatto a questo tempo.

Formazione per diventare se stessi

Il termine formazione sembra potersi riferire ad un’azione che dà forma.
La formazione è un’esperienza attraverso la quale una persona prende fisionomia: diviene se stessa, assume la sua originale identità che si esprime nelle scelte, negli atteggiamenti, nei comportamenti, nello stile di vita.
La nostra fisionomia più profonda e più vera è il volto di Cristo:ogni persona è creata a immagine e somiglianza di Dio e porta in sé l’immagine del Figlio. Formazione è far emergere nella vita di ciascuno il volto del Figlio. Formazione è dare alla vita la forma del volto di Gesù, modello e vocazione di ogni persona.

Formazione è un’azione interiore

La formazione è impegno e scelta perché nella vita e nella coscienza di ciascuno risplenda sempre più quel volto che è già impresso, ma che deve diventare consapevole ed entrare nel gioco della libertà. È un’azione che non interviene dall’esterno, dando alla vita una forma non scelta; essa è un’azione interiore che libera le energie della coscienza, nel dialogo misterioso con lo Spirito del Risorto che vive in noi. In questa prospettiva, formazione è un processo che in ultima istanza avviene nel cuore, nella coscienza personale. Non ci può essere nulla di passivo in un vero processo formativo: formazione è essere disposti a prendere in mano la propria vita.
Sono tante le situazioni che suscitano questa “azione”: l’ambiente in cui viviamo, le persone che incontriamo, le esperienze attraverso cui la nostra vita passa, le persone che hanno nei nostri confronti legami più stretti, in particolare quelli coniugali e familiari; soprattutto quanti hanno responsabilità educative. In questa prospettiva si potrebbe dire che tutto forma, cioè tutto si riflette dentro di noi e sollecita i nostri pensieri, le nostre emozioni, i nostri desideri. Ma ci forma veramente solo ciò che diviene nostro attraverso una scelta di libertà. Dentro di noi avviene quel discernimento che decide quale significato attribuire alle esperienze che attraversiamo, quale valore alle proposte che ci vengono offerte, quale peso alle parole che ascoltiamo.

Doni per crescere

L’azione formativa volta alla maturazione della fede attinge ad alcuni doni fondamentali: innanzitutto la Parola di Dio, con cui Dio oggi continua a guidare la nostra vita e a darle una fisionomia secondo il suo cuore; e poi la grazia, cioè l’azione gratuita che accompagna la vita di ogni battezzato con una riserva di amore, di forza, di misericordia. I sacramenti permettono di attingere a questo tesoro e di disporre di una forza che non sarebbe possibile darsi da soli. Infine, la vicinanza di una comunità.La Chiesa,a partire dalla forma concreta della parrocchia, cammina con noi, ci accompagna, ci sostiene. Dentro questa comunità, vive l’AC:il suo ideale, le sue attività, le sue persone. Per noi che l’abbiamo scelta, essa costituisce un supplemento di aiuto con le sue proposte, il suo progetto, la sua tradizione, i suoi testimoni. Gli educatori e gli assistenti che vi incontriamo sono espressione della sollecitudine dell’associazione nel prendersi cura della fede e del cammino di spiritualità dei suoi aderenti.