FORMATI A IMMAGINE DI GESÙ

1. Afferrati da Gesù Cristo

Gesù Cristo, forma della nostra vita

La formazione deve portare a conoscere Gesù e a decidersi per lui,a scoprire che lui realizza il desiderio di umanità piena che c’è nel nostro cuore. Attraverso la formazione, Gesù plasma la nostra vita, la riempie di sé e ne diventa la ragione. Attraverso la conoscenza sapienziale, la formazione ci porta a riconoscere in Gesù Cristo il volto di Dio, il volto di ogni fratello e anche il nostro vero volto.
Attraverso l’interiorità, la formazione porta a riconoscere in Gesù Cristo l’impronta più profonda e più vera che il Padre ha impresso in ciascuno di noi, perché possiamo desiderarlo e tendere di continuo a quella pienezza che ci fa pellegrini dell’eternità.
Attraverso la docilità della fede,Gesù Cristo diventa il mistero da cui la nostra vita è attratta e coinvolta; la prospettiva che ci apre gli orizzonti umanamente impossibili della misericordia, del perdono, della mitezza, del dono di noi stessi.
Attraverso l’amore, Gesù Cristo diventa il cuore della nostra vita, nel dinamismo misterioso della grazia che ci fa dire “non sono più io che vivo,Cristo vive in me” (Gal 2, 20); quello che ci fa abbandonare a Lui; che ci fa credere al suo amore, quando la vita sembra smentirlo. E lo Spirito ci conduce a poco a poco a comprendere dall’interno l’amore paradossale di Cristo che salva morendo e ci fa desiderare di completare quello che manca alla sua passione nella nostra vita. Il culmine della conoscenza di Lui passa per la strada dell’amore; che genera vita dando la vita, perché il chicco di grano germoglia passando attraverso il silenzio e il buio della terra in cui muore.

Evangelizzare Gesù Cristo

Il Signore Gesù è presente, come desiderio e come tensione, nel cuore di ogni persona.
L’evangelizzazione è la parola che ne svela il mistero, annunciando la sua umanità di figlio di Dio;è la parola che dice ai giovani, che spesso la conoscono per sentito dire, e agli adulti,che hanno con lui una familiarità incerta e talvolta datata, che Lui, Gesù, si è fatto uomo, ha preso carne, vita, abitudini, sentimenti, cultura degli uomini per rivelare all’uomo la sua vera natura e quell’immagine di Dio che porta impressa nel cuore.
Gesù attende la parola che sappia raccontare la vita che lui ha vissuta tra noi: la gioia degli affetti, la dolcezza dell’amicizia, il gusto di godere dei fiori del campo e degli uccelli del cielo; la sua vita che ha avuto compassione per ogni dolore e si è fatta incontro con mitezza ad ogni persona; la sua vita che aveva una ragione e un senso, fino a consegnarsi alla morte. Allora tante persone anche oggi potranno riconoscere in Gesù la persona che dà un orizzonte alla loro ricerca; potranno scoprire in Lui il volto realizzato dell’uomo e della donna che vorrebbero essere; il volto umano di Dio cui la loro vita, talora confusamente, tende.