A SERVIZIO DEL COMPITO FORMATIVO

3. Gli assistenti

Nella vita dell’AC, gli assistenti hanno sempre svolto un ruolo decisivo in ordine alla formazione di coscienze di laici coerenti,
forti,capaci di vita cristiana autentica.Gli assistenti della grande tradizione associativa non sono stati né i supplenti dei
responsabili, né gli organizzatori della vita associativa, ma sacerdoti di intensa spiritualità che hanno trovato l’anima del
ministero nella cura delle persone, nella coltivazione della loro vita spirituale, in quell’azione discreta e forte che li ha
posti accanto alle persone, per aiutarne il cammino di discepoli del Signore.

Il servizio alla formazione

Il servizio degli assistenti è essenziale rispetto alla formazione. Contribuiscono con l’apporto specifico della loro
sensibilità e delle proprie competenze alla progettazione degli itinerari formativi e delle esperienze associative.Oggi è
necessario che essi si rendano disponibili in primo luogo all’accompagnamento spirituale e a quella presenza che consente
di cogliere il valore spirituale della vita associativa; che aiutino a vivere la dimensione profonda di esperienze ecclesiali
non sempre facili; che si pongano al fianco delle persone per portare l’esistenza al confronto con il Vangelo e con il suo
orizzonte.

Segni della sollecitudine della Chiesa per l’AC

La loro presenza, segno della cura del Vescovo per l’Associazione, è anche custodia e promozione di un cammino associativo
sempre più ecclesiale e comunionale.
Il loro compito si sviluppa nella semplicità della vita associativa. In particolare, ad essi è chiesto di sostenere le persone
nei passaggi dell’esistenza e della fede, facendo in modo che ciascuno sia aiutato ad essere fedele agli impegni che la vita
associativa propone: gli esercizi spirituali, l’elaborazione di una propria regola di vita, particolari scelte di impegno.

Fratello e padre nella fede

Il profilo spirituale ed ecclesiale dell’assistente emerge tanto più nitido quanto più egli è libero dal desiderio di far valere
la sua disponibilità o la sua competenza organizzativa e operativa; quanto più è libero da ogni preoccupazione di ruolo e
vive il suo essere prete prima di tutto da fratello nella fede e da servitore della gioia delle persone, nell’edificazione della
Chiesa sognata dal Concilio.
L’esperienza di tanti sacerdoti che hanno amato e amano l’associazione e si spendono perché essa sia luogo di crescita di
laici adulti nella fede dice che anche per l’assistente vale la circolarità di ogni vera esperienza educativa: il fatto cioè di
coinvolgere e arricchire sia chi viene educato sia chi educa.
Ciò rivela una preziosa potenzialità della proposta formativa dell’Azione Cattolica: quella di essere luogo di formazione
laicale ed anche palestra di un modo di vivere il sacerdozio che ne esprima la bellezza. Mentre infatti vive il suo servizio
dentro l’ordinarietà della vita associativa, il sacerdote assistente scopre il mistero di essere nel contempo fratello e
padre, discepolo e maestro, con i fratelli cristiano e per loro sacerdote.
Perché il servizio dei presbiteri assistenti all’associazione sia sempre più qualificato l’AC si fa carico della responsabilità di
promuovere iniziative di formazione specifica dei sacerdoti che iniziano il loro servizio in associazione;di offrire occasioni
formative che li aiutino nel loro ministero di assistenti spirituali; di curare i contatti e le collaborazioni con i seminaristi e i
loro educatori, avendo ben presente che la forza formativa dell’associazione non sta tanto nella riuscita delle sue iniziative,
ma nella qualità fraterna delle relazioni che in essa si vivono: relazioni capaci di dire a tutti, laici e presbiteri, la
bellezza di essere Chiesa, popolo di Dio in cammino.