Introduzione

3. Esperti nella splendida avventura…

Tenere insieme
vita e fede

“Far incontrare il Vangelo con la vita”(6): questa è la “splendida avventura” che Giovanni Paolo II ha indicato all’Azione Cattolica nel corso dell’Assemblea Straordinaria del settembre 2003. Queste parole meglio di altre descrivono uno dei tratti più forti della vocazione laicale, quello di tenere insieme dimensioni apparentemente inconciliabili: vita e fede,mondo e Chiesa, locale e universale. I discepoli di un Dio che si fa uomo non possono che vivere così: facendo unità, costruendo sintesi, mostrando che il Vangelo dà pienezza e realizzazione all’esperienza umana.

Dentro una Chiesa radicata in una terra

Una vita che trae luce dalla fede e una fede che non perde lo spessore dell’esistenza; un mondo che nell’incerto cammino verso il Regno trova nella Chiesa il riferimento sicuro e una Chiesa che non cammina chiusa in se stessa, perché sa di dover costruire con tutti ponti di comunione;una Chiesa e una fede radicate nel territorio eppure aperte ad orizzonti universali; una Chiesa alleata con una terra, la sua cultura, la sua umanità, i suoi problemi, la sua storia perché la vita della città sia aperta con dignità ad ogni abitante: è in questi elementi lo spirito di quella scelta di diocesanità in cui laicità ed ecclesialità si connettono strettamente.

Laicità di Dio nel mondo

Laicità è tener insieme santità e secolarità, essere di Dio ed essere per il mondo: è troppo poco pensare che la vocazione laicale significhi semplicemente vivere nel mondo, se non si afferma insieme che la vita è immersa in Dio. Da questa sintesi, ricostruita in un equilibrio sempre nuovo, nasce la ricchezza della vocazione laicale, che può far crescere nella storia i semi del Regno solo a condizione di vivere nel mondo l’appartenenza a Dio e il radicale riferimento a Lui.

Abitare la tensione tra spirito e secolarità

La formazione ha il compito di far intravedere la bellezza di tenere insieme, di congiungere, aiutando le persone a prendere su di sé la tensione che deriva dal vivere tra polarità che hanno bisogno l’una dell’altra. Per questo, a tratti, accade nella vita personale e in quella delle organizzazioni che si rinunci alla fatica della sintesi. Ne emergono vite laicali a tratti spiritualiste e a tratti secolarizzate. Abitare la tensione è uno dei caratteri di una vita cristiana laicale che l’AC vuole riproporre, aiutando le persone anche ad accettare il rischio di interpretare nelle situazioni concrete il riferimento ai valori assoluti in cui la coscienza crede.

(6) Cfr Ivi, n. 3.