Introduzione

4. Con il linguaggio dei laici

L’urgenza della missione

Vivere il Battesimo significa essere testimoni e missionari nella vita di ogni giorno.Oggi siamo consapevoli che la missione costituisce una nuova urgenza, per la Chiesa e per la coscienza credente. Per i laici si tratta di portare il Vangelo a contatto con la vita, affinché esplichi tutta la sua potenza salvifica. La comunicazione del Vangelo che avviene nei luoghi comuni della vita di ogni giorno può raggiungere tutti e arrivare dove le persone oggi vivono, con un linguaggio che solo i laici possono utilizzare: una “grammatica umana” che svela l’uomo all’uomo e, mostrando l’uomo, parla di Dio. Ciò che parla di Vangelo nei luoghi ordinari è soprattutto il prendere sul serio la vita;è la propria umanità,la capacità di attenzione agli altri;è la parola che ha la pazienza dell’ascolto e del dialogo: quello sulla vita, che può approdare al dialogo della fede se la vita sa interpellare, provocare, far pensare.

Parlare della vita da laici

La sfida della missione è quella di parlare della vita da cristiani; saper parlare di amore, di famiglia, di dolore, di lavoro, di morte, di affari, di denaro… con il linguaggio comune, ponendo la fede in maniera forte e nuova in dialogo con l’esistenza di oggi. Ci è chiesto di trovare nel nostro cuore di persone credenti le parole di un nuovo annuncio, come ci chiedono i nostri vescovi (7).

Formazione e missione

Una coscienza missionaria legata alla vita di ogni giorno ha bisogno di grande cura sul piano formativo: tanti cristiani sono ancora convinti che gli impegni della vita cristiana si giocano nelle “cose di Chiesa”, oppure che la fede serve a rispondere ai bisogni personali, senza porsi in rapporto con la vita degli altri e con le loro domande. Occorre dunque la formazione ad una vita cristiana missionaria nel mondo attraverso le parole della vita.

(7) CEI, Lettera del Consiglio Permanente all’AC, 2002, n. 2.